Dal 22 settembre 2026 lo sportello è aperto, fino alle 12:00 del 31 gennaio 2027 salvo esaurimento dei fondi: si possono presentare le domande per il contributo sulle infrastrutture di ricarica domestiche, l'80% della spesa ammissibile, IVA esclusa, fino a 1.500 € per i privati e 8.000 € per i condomini. È un rimborso su lavori già fatti e pagati, assegnato in ordine cronologico finché ci sono fondi.
Aggiornamento del 30 settembre 2026: sportello aperto. Secondo il contatore di Invitalia restano circa 8,2 milioni di euro sui 14,5 disponibili per il 2026.
Il perimetro è più stretto di quanto sembri, e vale la pena verificarlo prima di ordinare la wallbox.
Per i privati l'infrastruttura deve essere a uso esclusivo e non accessibile al pubblico, installata in aree nella disponibilità del beneficiario. Per i condomini deve trovarsi sulle parti comuni e servire più unità, ed è lì che si arriva agli 8.000 €.
Fatture e pagamenti devono essere intestati alla persona fisica, o al condominio, che presenta la domanda: se la fattura viene intestata all'azienda per scaricarla, quella spesa non rientra nel bonus. Per imprese e pubbliche amministrazioni il Ministero rimanda ad altre forme di incentivo — la wallbox aziendale non passa da qui.
Il tetto di 1.500 € si raggiunge con 1.875 € di spesa, IVA esclusa. Sotto, si prende l'80% pieno. L'IVA resta sempre a carico.
Spesa 1.200 € + IVA · contributo 960 € · resta a carico 240 € + IVA.
Spesa 1.900 € + IVA · contributo 1.500 € (tetto) · resta a carico 400 € + IVA.
Spesa 6.000 € + IVA · contributo 4.800 €, entro il tetto di 8.000 €.
Non solo la wallbox: anche opere elettriche ed edili, sistemi di monitoraggio, progettazione, collaudi e connessione con un nuovo POD. Restano fuori IVA, tasse e oneri.
Gli importi sono esempi indicativi per far capire il meccanismo, non preventivi: la spesa reale dipende dalla distanza dal quadro, dallo stato dell'impianto e dal modello. Il sopralluogo è gratuito e il preventivo arriva con il conto del netto già fatto.
Il bonus rimborsa spese già sostenute: prima si installa e si paga, poi si chiede.
Contano le spese dal 26 giugno 2026, compresa la prima fattura, anche se di acconto. Ciò che è stato fatturato o installato prima, comprese le wallbox montate nel 2025, resta fuori. Se avete installato quest'estate, controllate la data della dichiarazione di conformità e quella della prima fattura: potreste avere diritto al contributo senza saperlo.
Le domande si presentano online sulla piattaforma di Invitalia con SPID, CIE o CNS. La procedura è a sportello: conta l'ordine cronologico di arrivo, non la qualità del progetto. A invio completato la piattaforma rilascia una ricevuta: conservatela.
Installazione e pagamenti conclusi entro fine anno rientrano nella dotazione 2026. Da gennaio parte l'annualità 2027, con le sue spese, il suo plafond e uno sportello che verrà aperto con un nuovo decreto.
Salvo esaurimento anticipato dei fondi, che viene comunicato con avviso sul sito del Ministero; l'andamento si segue sul contatore di Invitalia. La dotazione è di 15 milioni l'anno fino al 2029 e 8 milioni per il 2030, per un totale di 68 milioni: non è infinita.
Sono i requisiti più facili da sbagliare, e sono tutti evitabili, ma solo prima di firmare.
La wallbox deve comparire nell'elenco ufficiale dei dispositivi di ricarica del GSE vigente il giorno in cui si presenta la domanda, ed essere conforme ai requisiti minimi dell'art. 4 della delibera ARERA 541/2020/R/eel. Il GSE pubblica due elenchi, GDC e NO GDC: basta comparire in uno dei due. L'elenco cambia nel tempo: va ricontrollato prima di inviare, non solo prima di comprare.
Si paga solo con bonifico, anche SEPA Credit Transfer, o con carta intestata al beneficiario, da un conto a lui intestato. Contanti e finanziamenti rendono la spesa non ammissibile, punto.
Serve la fattura elettronica in formato XML, scaricabile dall'area riservata dell'Agenzia delle Entrate. Solo un fornitore esonerato può usare la fattura tradizionale, allegando la prova dell'esonero.
Non è cumulabile con altre agevolazioni, anche fiscali, nazionali, regionali o europee sulle stesse spese. Se emerge un doppio beneficio, il contributo viene revocato in tutto o in parte.
Comprare la wallbox e montarla da soli non dà diritto al contributo. Servono l'installazione di un'impresa abilitata, con la dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/2008 e l'attestazione dei requisiti firmata dall'installatore.
Una sola domanda per beneficiario. La seconda è ammessa solo se la prima è stata dichiarata improcedibile, sempre entro il 31 gennaio 2027.
Visto che il bonus non è cumulabile con le detrazioni fiscali sulle stesse spese, bisogna sceglierne una. Il conto è più semplice di quanto sembri.
Su una spesa di 1.600 € + IVA (1.952 € con l'IVA al 22%), il bonus restituisce 1.280 € in un'unica soluzione. Una detrazione al 50% sull'importo pagato vale 976 € nominali, recuperati in dieci quote annuali da 97,60 € — e solo se si ha capienza IRPEF per usarle tutte.
Il pareggio nominale con una detrazione al 50% arriva intorno ai 3.000 € di spesa IVA compresa, dove entrambe valgono 1.500 €. Ma una arriva in un'unica soluzione, entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello, e l'altra è diluita su un decennio: per una wallbox domestica, che raramente supera quella cifra, il bonus vince quasi sempre.
con il bonus colonnine, erogati in un'unica soluzione
all'anno, per dieci anni, se c'è capienza IRPEF
L'aliquota delle detrazioni per ristrutturazione cambia negli anni e a seconda che si tratti o meno dell'abitazione principale: il 50% qui è un'ipotesi di esempio. Per la vostra situazione fiscale il riferimento resta il commercialista — noi vi diamo i numeri della parte impiantistica.
La pratica su Invitalia si presenta con lo SPID, la CIE o la CNS di chi chiede il contributo. Quello che possiamo fare noi è mettervi nelle condizioni di non sbagliare niente.
Verifichiamo il modello nell'elenco GSE aggiornato prima dell'ordine, fra i brand che montiamo abitualmente: Huawei, DAZE Home e Gewiss.
Fattura in XML con le voci di spesa distinte come le chiede la piattaforma: fornitura e posa, progettazione e collaudi, eventuale connessione con un nuovo POD.
Impresa artigiana abilitata: rilasciamo la dichiarazione di conformità DM 37/2008 e compiliamo e firmiamo l'attestazione dei requisiti dell'infrastruttura, due documenti obbligatori della domanda.
Se avete già l'impianto, configuriamo la wallbox per dare priorità all'energia autoprodotta: la ricarica smette di pesare in bolletta.
Le persone fisiche residenti in Italia e i condomini, questi ultimi per le installazioni sulle parti comuni a uso collettivo. Non rientrano le ditte individuali e le società: fatture e pagamenti devono essere intestati alla persona fisica o al condominio che presenta la domanda.
L'80% delle spese ammissibili al netto dell'IVA, che non è mai ammissibile, con un tetto di 1.500 € per le persone fisiche e di 8.000 € per i condomini sulle parti comuni. Il contributo è erogato in un'unica soluzione: secondo Invitalia la concessione avviene entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello.
Dalle ore 12:00 del 22 settembre 2026 alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027, sulla piattaforma di Invitalia con SPID, CIE o CNS. La procedura è a sportello: le domande vengono ammesse in ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento dei fondi.
Sì, se tutte le spese, compresa la prima fattura anche di acconto, sono sostenute dal 26 giugno al 31 dicembre 2026 e l'installazione è completata prima di presentare la domanda: per la data dell'installazione fa fede la dichiarazione di conformità. Ciò che è stato fatturato o installato prima del 26 giugno 2026, comprese tutte le wallbox del 2025, non è ammissibile.
No. Il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni, anche fiscali, nazionali, regionali o europee sulle stesse spese: se emerge un doppio beneficio viene revocato, in tutto o in parte. Bisogna scegliere una sola strada, e per una wallbox domestica il contributo dell'80% è quasi sempre più conveniente di una detrazione spalmata su dieci anni.
No. Si paga solo con bonifico, anche SEPA Credit Transfer, o con carta di credito o di debito intestata al beneficiario, da un conto corrente a lui intestato. Contanti e finanziamenti sono esclusi: una spesa pagata così non è ammissibile.
Documento d'identità e codice fiscale, le fatture elettroniche in formato XML, gli estratti del conto corrente con i pagamenti, la dichiarazione di conformità dell'impianto ai sensi del DM 37/2008, l'attestazione dei requisiti dell'infrastruttura di ricarica firmata dall'installatore, i dati del conto corrente intestato al beneficiario per l'accredito e un indirizzo PEC valido. I condomini aggiungono il codice fiscale del condominio, la delibera assembleare non impugnata e i documenti dell'amministratore o del condomino delegato.
Devono essere infrastrutture nuove di fabbrica, di potenza standard e non accessibili al pubblico, conformi ai requisiti minimi dell'art. 4 della delibera ARERA 541/2020/R/eel e incluse nell'elenco ufficiale dei dispositivi di ricarica pubblicato dal GSE e vigente alla data di presentazione della domanda: basta comparire in uno dei due elenchi, GDC o NO GDC. Un modello fuori elenco non è ammissibile, anche se tutto il resto è in regola.
No. L'acquisto senza installazione non rientra nelle spese ammissibili. Servono la posa in opera e la documentazione tecnica di un installatore abilitato.
Una sola per soggetto beneficiario. Una seconda domanda è consentita solo se la prima è stata dichiarata improcedibile, ed entro il 31 gennaio 2027.
Pagina aggiornata al 30 settembre 2026 · Fonti: MIMIT e Invitalia · DPCM 10 giugno 2026, decreti direttoriali MIMIT del 4 agosto e dell'11 settembre 2026, FAQ ufficiali e guida alla compilazione di Invitalia. Per il testo ufficiale e la presentazione della domanda fare sempre riferimento a invitalia.it e mimit.gov.it.
Sopralluogo gratuito. Per i condomini seguiamo anche la parte di confronto con l'amministratore.
Nella prima settimana è stato impegnato quasi metà dei fondi 2026, e conta l'ordine di arrivo. Chiamateci per un sopralluogo gratuito: valutiamo l'impianto, scegliamo un modello presente nell'elenco GSE e vi prepariamo le carte per la domanda.