Il Conto Termico 3.0 è il contributo del GSE per chi sostituisce il vecchio riscaldamento con una pompa di calore o un altro impianto a fonti rinnovabili. Non è uno sconto sulle tasse da recuperare in 10 anni: è un bonifico sul tuo conto, in un'unica volta fino a 15.000 €, che può coprire fino al 65% della spesa.
Bonus casa ed ecobonus restituiscono una parte della spesa come sconto sull'IRPEF, in 10 rate annuali e solo se hai abbastanza tasse da scalare. Il Conto Termico invece arriva con un bonifico.
Pompa di calore da 12.000 €, l'esempio qui sotto. Prima casa.
| Quando | Conto Termico | Detrazione 50% (spese 2026) | Detrazione 36% (spese 2027) |
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Per lo stesso intervento si sceglie una strada sola: o Conto Termico o detrazione fiscale, non tutte e due.
Una casa in zona climatica E, come Bologna, scalda con i termosifoni e sostituisce la vecchia caldaia.
Efficienza stagionale 137% e SCOP 3,5, valori di una macchina presente nel Catalogo. Spesa complessiva 12.000 €, pagata con bonifico. La vecchia caldaia viene smaltita con il suo certificato.
Con la detrazione al 50% (prima casa, spese 2026) avresti 6.000 € in 10 anni, 600 € l'anno. Per le spese del 2027 la detrazione scende al 36%: 4.320 €, sempre in 10 anni.
Il GSE pubblica l'elenco degli apparecchi prequalificati: pompe di calore, sistemi ibridi, generatori a biomassa, solare termico e scaldacqua, con marca, modello e prestazioni.
Con una macchina del Catalogo la procedura è semplificata: per esempio non serve la certificazione del produttore.
Con potenza ed efficienza riportate nel Catalogo calcoliamo il contributo già nel preventivo, prima che tu firmi.
Come l'abbiamo calcolato: la formula del decreto moltiplica la potenza (11 kW) per le ore di utilizzo della zona climatica (1.700 in zona E), per la quota di calore rinnovabile (1 − 1/3,5) e per un premio di efficienza (137/110), poi valorizza ogni kWh a 0,15 € per due anni. Il risultato, 4.991 €, è sotto il tetto del 65% della spesa, quindi vale la formula.
Più è fredda la zona, più ore di funzionamento riconosce il decreto e più alto è il contributo: in zona F (1.800 ore invece di 1.700) la stessa macchina prende circa il 6% in più. È una stima per far capire il meccanismo: l'importo esatto lo stabilisce il GSE.
Per le famiglie la domanda si fa a lavori finiti: prima si installa e si paga, poi si chiede il contributo.
Controlliamo l'impianto esistente, scegliamo la pompa di calore e calcoliamo il contributo.
Montiamo la macchina, smaltiamo la vecchia caldaia con il certificato e rilasciamo la dichiarazione di conformità.
Bonifico ordinario, non quello per le detrazioni, con la dicitura del DM 7 agosto 2025.
Sul Portaltermico del GSE, dalla fine dei lavori. Se vuoi, la prepariamo noi con la tua delega.
Accettata la domanda, il GSE paga entro la fine del mese successivo al bimestre di accettazione.
Sugli edifici del terziario il Conto Termico 3.0 copre anche fotovoltaico, accumulo e colonnine di ricarica, se arrivano insieme alla pompa di calore elettrica.
Il contributo sul fotovoltaico non può superare quello della pompa di calore, e l'impianto va dimensionato sui consumi: la produzione non può superarli di oltre il 5%.
Le imprese devono inviare al GSE una richiesta preliminare prima di iniziare i lavori, altrimenti la domanda non è ammessa.
Per le imprese non sono ammessi apparecchi a combustibili fossili, nemmeno le pompe di calore a gas. Le percentuali massime sono più alte per piccole e medie imprese che per le grandi.
L'esempio pubblicato dal GSE: una grande impresa, in zona climatica C, sostituisce la caldaia con una pompa di calore da 20 kW (15.000 €) e installa 50 kW di fotovoltaico (55.000 €). La pompa di calore prende 6.750 €, il 45% della spesa, che è il tetto per le grandi imprese. Sul fotovoltaico il 20% varrebbe 11.000 €, ma non può superare il contributo della pompa di calore: anche qui 6.750 €. In tutto 13.500 €.
Sulle abitazioni: pompe di calore, sistemi ibridi e generatori a biomassa al posto del vecchio riscaldamento, pannelli solari termici, scaldacqua a pompa di calore al posto di quello elettrico o a gas. Sugli edifici del terziario si aggiungono fotovoltaico, accumulo, colonnine e lavori sull'edificio come isolamento e infissi.
Serve un impianto di riscaldamento esistente e funzionante da sostituire: chi non ce l'ha, o ha solo condizionatori per il fresco, non rientra. Sulle abitazioni fotovoltaico e colonnine non sono incentivati, e le ville accatastate A/8 sono escluse.
Dopo l'accettazione della domanda il GSE paga entro l'ultimo giorno del mese successivo alla fine del bimestre in cui la domanda è stata accettata. Fino a 15.000 € arriva tutto con un unico bonifico; sopra quella cifra, in rate annuali: due per le pompe di calore fino a 35 kW.
No. Serve un impianto di riscaldamento esistente e funzionante da sostituire. Una casa senza riscaldamento, o con soli condizionatori per il raffrescamento, non rientra.
No. Per lo stesso intervento si sceglie una strada sola: Conto Termico oppure detrazione fiscale. Nel preventivo ti mostriamo i due conti affiancati.
No. Sulle abitazioni il Conto Termico 3.0 copre pompe di calore, sistemi ibridi, generatori a biomassa, solare termico e scaldacqua a pompa di calore. Fotovoltaico, accumulo e colonnine rientrano solo sugli edifici del terziario, insieme alla pompa di calore elettrica.
Il budget è annuale: per il 2026 sono 450 milioni di euro per i soggetti privati, cioè famiglie, condomini e imprese. A marzo 2026 il GSE ha sospeso le domande per l'alto numero di richieste e il portale ha riaperto il 13 aprile. Prima di partire verifichiamo che lo sportello sia aperto.
Aggiornata al 9 ottobre 2026 · le regole e i fondi possono cambiare: verifichiamo sempre prima di partire
Sopralluogo gratuito: controlliamo l'impianto, scegliamo con te una pompa di calore del Catalogo GSE e ti diamo il conto del contributo prima di firmare. Verifichiamo anche che lo sportello del GSE sia aperto.