In una comunità energetica rinnovabile (CER) famiglie, negozi, piccole e medie imprese ed enti della stessa zona si mettono insieme: chi ha i pannelli immette in rete l'energia che non usa, gli altri la consumano nelle stesse ore. Per questa energia condivisa il GSE paga alla comunità una tariffa per 20 anni, in tutti i comuni d'Italia. Il contributo PNRR del 40%, invece, non accetta più domande.
La corrente viaggia sulla rete di sempre. Il GSE confronta, ora per ora, l'energia che i pannelli della comunità immettono in rete con quella che i soci prelevano: la parte che coincide è l'energia condivisa, ed è quella che viene pagata.
Una giornata di sole in una piccola comunità: 3 case con 6 kW di pannelli ciascuna e 12 famiglie senza pannelli. Prova ad aggiungere un laboratorio aperto di giorno.
Giornata di sole di aprile. Valori indicativi, in kWh per ogni ora.
Condivisa nella giornata: 36 kWh su 88 immessi (41%).
| Ora | Immessa | Consumi, solo famiglie | Condivisa, solo famiglie | Consumi, con laboratorio | Condivisa, con laboratorio |
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La differenza la fa la data: la tariffa va agli impianti accesi dopo la nascita della comunità.
Sul tetto di una casa dell'Appennino bolognese produce circa 7.400 kWh l'anno. La casa ne usa subito circa il 30%, il resto va in rete: circa 5.200 kWh. Se la comunità ne condivide la metà, sono 2.600 kWh condivisi l'anno.
Ogni kWh condiviso vale da 9 a 13 centesimi di tariffa, a seconda del prezzo dell'energia, più circa 1,2 centesimi di rimborso ARERA. Tolta la quota del GSE (15 € l'anno per questa taglia), sono tra 5.000 e 7.000 € in 20 anni. L'energia immessa, intanto, la vendi come prima.
Se l'impianto è stato acceso prima della nascita della comunità può entrare, ma di regola non prende la tariffa: solo il rimborso ARERA. Con gli stessi 2.600 kWh, una trentina di euro l'anno prima delle spese.
Se aggiungi pannelli dopo la nascita della comunità, la parte nuova può prendere la tariffa: va collegata allo stesso punto di connessione e misurata a parte.
Scambio sul posto e comunità sono alternativi: chi lo ha ancora deve rinunciarvi per entrare. Prima di farlo conviene confrontare i due conti.
Come dividere i soldi lo decide il regolamento della comunità: per esempio una parte a chi ha messo i pannelli e una parte ai soci che consumano. Se la comunità condivide più del 55% dell'energia immessa dagli impianti incentivati (45% con il contributo PNRR), la tariffa sulla parte in più va alle famiglie e agli enti, o a progetti sociali del territorio, non alle imprese.
I numeri sono una stima per capire il meccanismo. La quota condivisa dipende da quanti soci consumano di giorno; la tariffa dal prezzo dell'energia, ora per ora: quando l'energia costa poco la tariffa sale, quando costa tanto scende, ma allora rende di più l'energia venduta.
Molte pubblicità parlano ancora del contributo PNRR per le comunità energetiche. Ecco come stanno le cose a ottobre 2026.
Era un contributo sul costo dell'impianto, per comunità e gruppi di autoconsumo; fino a giugno 2025 valeva solo nei comuni sotto i 5.000 abitanti. Lo sportello del GSE ha chiuso le domande il 30 novembre 2025.
Con il decreto-legge 19/2026 il GSE assegna i fondi, fino a esaurimento, alle domande arrivate entro quella data: circa 1 miliardo di euro a oltre 38.000 beneficiari. Gli impianti finanziati devono entrare in esercizio entro il 31 dicembre 2027.
Se un'offerta ti promette oggi il 40%, chiedi chi ha presentato la domanda al GSE, quando, e chi riceve il contributo. Domande nuove non se ne possono fare.
Con il contributo pieno del 40% la tariffa si dimezza, ma solo sull'energia condivisa consumata dalle imprese. Su quella di famiglie, comuni, parrocchie ed enti del terzo settore resta intera.
Il contributo PNRR non si somma alle detrazioni fiscali sullo stesso impianto. La tariffa della comunità invece sì, con la detrazione ordinaria.
L'errore più caro è accendere l'impianto prima che la comunità esista: si perde la tariffa.
L'energia condivisa conta solo tra soci della stessa cabina primaria. Sulla mappa del GSE, con l'indirizzo o meglio con il codice POD della bolletta, vedi in quale area sei.
È un ente con statuto e regolamento, come un'associazione o una cooperativa, che lavora per i soci e il territorio, non per il profitto. Spesso nasce da un comune, una parrocchia o un gruppo di imprese.
L'impianto non deve entrare in esercizio prima che la comunità sia costituita, altrimenti perde la tariffa. I tempi dell'allaccio li coordiniamo noi.
La presenta al GSE il referente della comunità, entro 120 giorni dall'entrata in esercizio dell'impianto. Chi è in ritardo perde una parte della tariffa.
Il GSE paga alla comunità un acconto al mese, quando supera i 50 €, con il conguaglio l'anno dopo. La comunità divide tra i soci come dice il regolamento.
No. Ognuno tiene il suo contratto, il suo fornitore e la sua bolletta, e può uscire dalla comunità quando vuole. Se la comunità ha fatto investimenti contando su di lui, il regolamento può chiedergli un corrispettivo d'uscita, che deve essere equo e proporzionato.
Non direttamente: la bolletta resta quella del tuo fornitore. Il guadagno arriva dalla comunità, che riceve la tariffa dal GSE e la divide tra i soci come dice il regolamento. Chi ha i pannelli risparmia anche usando la propria energia, come sempre.
Sì, ma se l'impianto è stato acceso prima della nascita della comunità di regola non prende la tariffa: solo il rimborso ARERA, circa 1,2 centesimi per kWh condiviso. Se è in Scambio sul posto deve prima uscirne, e conviene fare i conti. Gli impianti accesi entro il 15 dicembre 2021 possono pesare al massimo il 30% della potenza della comunità. Se aggiungi pannelli nuovi, la parte nuova può avere la tariffa.
No. Le domande si sono chiuse il 30 novembre 2025 e il contributo valeva solo nei comuni sotto i 50.000 abitanti. Oggi il GSE finanzia, fino a esaurimento dei fondi, le domande arrivate entro quella data. Per tutti gli altri resta la tariffa di 20 anni sull'energia condivisa.
Sì, con la detrazione ordinaria per i lavori in casa: nel 2026 il 50% sull'abitazione principale e il 36% negli altri casi. Non si somma al Superbonus. Il contributo PNRR, invece, non si somma alle detrazioni.
La tariffa si può chiedere fino al 31 dicembre 2027, o fino a quando gli impianti incentivati arrivano a 5 GW: a fine agosto 2026, secondo le associazioni del settore, le configurazioni attive erano poco più di 520 MW. A fine settembre 2026 dieci associazioni del settore hanno chiesto di prorogarla al 2030; per ora non c'è nessuna decisione.
Aggiornata all'11 ottobre 2026 · regole e prezzi cambiano: verifichiamo sempre prima di partire
Ti diciamo in quale area sei, se conviene un impianto nuovo o aggiungere pannelli e quanto può valere l'energia condivisa. Se l'impianto entra in una comunità, coordiniamo i tempi dell'allaccio per non perdere la tariffa.